parole e potere

parolepotere 
la produzione del Calamandrei sarà in scena secondo il seguente calendario:

prima nazionale: Jesi, Teatro Pergolesi, 14 gennaio 2012 ore 21
anteprima:
Sirolo, Teatro Cortesi, 6 gennaio 2012 ore 21,15
prima di rodaggio:
Corinaldo, Teatro Goldoni, 13 gennaio 2012 ore 21,15
replica:
Maiolati, Teatro Spontini,  5 febbraio 2012 ore 17
replica:
Maiolati, Teatro Spontini,  15 aprile 2012 ore 17

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nelle serate del 6, del 13 e del 14 gennaio  agli spettatori verrà fatto omaggio
di un Quaderno pubblicato dal Centro Studi Piero Calamandrei
 

parolepotere 

"Noi tutto dobbiamo rifare, dalle case alle ferrovie, dai porti alle centrali elettriche, dall'industria ai campi di grano. Ma soprattutto, vedete, dobbiamo fare noi stessi. E' la premessa per tutto il resto".
Giacomo Ulivi, martire della Resistenza morto a 19 anni

Un montaggio ruvido e in apparenza assurdo di immagini di benessere e di disperazione, di allegra cecità e nostalgica commiserazione. In scena due poli opposti. L'isolamento di una ragazza giovane e la meschina allegria di un gruppo di anziani. Questo scontro è mediato dalle parole dei grandi "vinti" della storia della nostra nazione: Gramsci, Foa, Settembrini, i martiri della resistenza. Come loro scrivevano dal carcere, la giovane ragazza guarda il pubblico della reclusione nella sua stanza senza pareti, libera di una libertà che la uccide. I tre uomini, di due generazioni più grandi, pascolano tutt'intorno, in un prato di erba sintetica, cantando canzoni di protesta, celebrando stessi senza aver mai combattuto, ignorando la sofferenza che pur sta sotto i loro occhi.

Convivere senza parlarsi, ignorarsi nonostante l'imminenza del disastro.

A 150 anni dall'unità della nostra nazione, la vera unità è ancora da fare: quella delle persone.

Recensioni

Foto di scena

REPLICA
http://www.cultura.marche.it/CMDirector.aspx?id=10833

MAIOLATI SPONTINI (AN) - “ParolEpotere – un secolo e mezzo di storia di vinti”
Prosegue la tournèe di “ParolEpotere – Un secolo e mezzo di storia di vinti”. Domenica 15 aprile lo spettacolo andrà in scena al Teatro G. Spontini di Maiolati (ore 17.45), raccontato da Chiara Caimmi e dagli Onafifetti (Giovanni Filosa, Piergiorgio Memè e Mario Sardella). Uno spettacolo da vedere dal forte impatto emotivo, storico e sociale che porta con sé. Ingresso libero fino ad esaurimento posti


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Una ragazza dolorosamente alla ricerca di sé stessa e un gruppo di anziani gaiardamente ignoranti. Sono questi i protagonisti di “ParolEpotere”, spettacolo teatrale prodotto dal Centro Studi Piero Calamandrei, a partire da un’idea di Gian Franco Berti. Regia e drammaturgia di Simone Guerro.
 
È un teatro minimalista, sperimentale ed etico quello che sta dietro a ParolEpotere. Un teatro che porta in scena le sofferenze dell’Italia attuale: spenta, persa, ingombrante, a fronte di una lunga storia di vinti.

Gramsci, Foa, Settembrini, i martiri della Resistenza: centinaia di toccanti lettere sono il materiale da cui il regista Simone Guerro è partito per raccontare, attraverso una serie di quadri teatrali, il lungo percorso di un Paese che stenta a ritrovare oggi, tra le strade, nelle piazze, eroi come ce n’erano una volta.

L’umanità descritta dai testi è messa in forte contrasto dall’azione scenica di una performer, Chiara Caimmi, che al centro del palco, in un altare bianco, isolato, mostra la preparazione alla morte di una giovane ragazza adolescente contemporanea, una giovane ragazza libera, e tuttavia sofferente, incompresa, massacrata nell’indifferenza del quotidiano.

Mentre gli Onafifetti (Giovanni Filosa, Piergiorgio Memè e Mario Sardella) sono un gruppetto di allegri anziani che le pascola attorno, ignaro del potere di distruggerla insito nelle proprie mani, nelle proprie azioni, nelle parole. Intonano canzoni di protesta, che vanno da metà ’800 fino ai canti della resistenza partigiana: le loro voci e le loro presenze risultano lontane e vecchie, malinconiche; un altro aspetto di un Italia che canta, legge e si commuove, ma non si muove. Il montaggio che deriva da queste due situazioni contrastanti dà carne e sangue alle lettere dei vinti e le fa arrivare al pubblico nella loro dualità di vita e morte, di gioia e disperazione, di giustizia e menzogna.

“Ho iniziato a lavorare a questo spettacolo ad agosto – racconta il regista – quando Gian Franco Berti mi ha chiamato per commissionarmi un’opera, a partire dalle molte lettere dei vinti del Novecento. Personalità che hanno fatto la storia d’Italia e che tuttavia sono state incarcerate, uccise, sconfitte, martoriate, a causa della propria intransigenza e integrità morale”. Alle parole delle lettere, si sono quindi aggiunte, mano a mano, le scene e le riflessioni della giovane ragazza in cerca di un senso. “Volevamo far emergere il contrasto tra l’Italia vecchia, logora, il gigante maldestro che è oggi – dice ancora Guerro – e l’identità di una persona che cerca invece di lottare per l’unità, di sé stessa prima di tutto”.

Uno spettacolo da vedere dal forte impatto emotivo, storico e sociale che porta con sé.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

 

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